Dov’è Mario? , Guzzanti su Sky atlantic

Ieri sera sembravo un bambino davanti al gioco più bello del mondo. Bocca aperta, mano sul petto. Mi sono accorto di stare in questo modo mentre assistevo al ritorno di Corrado Guzzanti in tv. Un genio. Ha preso per il culo chiunque, pure noi stessi, in uno straordinario mix di alto e basso, di sinistra salottiera e destra triviale, di porta a porta e commedy central. Ho già usato i termini genio e straordinario, ma se non li spendo per Guzzanti, e per pochi altri in Italia, mi vengono in mente Bergonzoni e Ascanio Celestini, non saprei proprio per chi usarlo. Ho riso come un pazzo nel pezzo alla radio, in cui si tira in ballo Renzi dopo i 20 anni berlusconiani conditi di girotondi, ma, l’ascoltatore , la prende sempre in culo, e ho riso, ancora di più, quando il cattivo, che esce di notte, ribatte: non l’ho rubato, l’ho migliorato. La merda nun se ruba. Unica pecca è la durata, meno di 40 minuti. Dopo un’attesa così lunga, è stato come bere un dito d’acqua dopo giorni nel deserto. Oggi me lo sono rivisto, grazie a Sky. Sky che, negli ultimi giorni, col trittico Got, Gomorra e Dov’è Mario? mi ha trattato benissimo. Bei prodotti e soprattutto belle puntate. Grandissimo Guzzanti.

Qual è il prossimo morto del cui pensiero e volto si approprierà il pd?

Dopo Berlinguer, e le parole e volti di Ingrao e Nilde Iotti, qual è il
defunto che utilizzeranno per il si alla riforma costituzionale?
Zio Silvio era rumenta, ma loro si impegnano moltissimo per raggiungerlo
e superarlo. 
Dire che fanno schifo è poco

Non vedo l'ora vengano a fare il porta a porta per spiegarmi perché votare si, ( col cazzo), 
al referendum.
Mi auguro, per lo sfortunato/ gli sfortunati, il paradenti faccia parte del corredo 
di rappresentanza.

Still Alice, film 2014 + Saettone

Dopo i film sul cancro e quelli sui malati di Aids è la volta del Morbo di Alzheimer. Julian Moore , Alice, è uno professoressa universitaria, ricercatrice, scrittrice di libri di successo sulla linguistica. E’ moglie e madre di tre bellissimi figli. Scopre, da perdite di memoria sempre più frequenti, di soffrire di una variante della malattia molto rara, precoce e aggressiva. Il film tratta del lento sprofondare nell’oblio della mente di questa donna giovane e di successo. Ammetto che, pur non essendo un film furbo, o forse proprio perchè non lo è, ho pianto in più punti. La Moore, per questa interpretazione Oscar 2015 come miglior attrice protagonista, mi è piaciuta tantissimo. Ho molto apprezzato anche Alec Baldwin e Kristen Stewart. Da metà film, se lo vedrete, ( da vedere? Si),  preparate i fazzoletti.

Ieri, nella corsa del sabato pomeriggio, mi sono imbattuto nell’ennesimo animale inaspettato. Ne sono entusiasta. Il top stagionale era stato uno scoiattolo che mi aveva attraversato davanti e poi si era arrampicato velocissimo su un albero. Un razzo. Ieri però ho fatto un incontro ancor più inaspettato e molto apprezzato. Davanti mi sono trovato un saettone che superava abbondantemente il metro di lunghezza. Il sole rendeva il suo verde molto brillante. Sinuoso era al centro del cammino. Correndo gli ho detto di affrettarsi a guadagnare il campo superiore. Gli sono sfilato a fianco, sempre correndo, e l’ho salutato. Era bellissimo nel suo muoversi veloce.

Nick Menza, rip

Sono cresciuto ascoltando heavy metal e , per diversi anni, i Megadeth sono stati uno dei miei gruppi preferiti. Countdown to extintion credo di conoscerlo nota per nota. Il libretto del cd l’ho consumato, a furia di tirarlo fuori e riporlo nella custodia. Begli anni. Bellissimi anni. Apprendere, poche ora fa, della morte di Nick Menza, il batterista del gruppo in quegli anni gloriosi, mi ha messo una certa dose di tristezza. Menza, un grande batterista. Rip.

Megadeth – Countdown To Extinction (1992)

UFC 198

Attendevo con una certa trepidazione gli incontri di ieri, soprattutto per il ritorno del mitico Anderson Silva. Purtroppo il grande campione brasiliano, caduto nella polvere, la scorsa settimana si è dovuto operare alla cistifellea. La card, in ogni caso, è rimasta di grandissimo livello. Su tutti spiccava l’incontro tra Werdum, campione del Mondo dei pesi massimi che non combatteva da quasi un anno, e Miocic. Miocic ha vinto, nel primo round, con un gancio destro mentre indietreggiava. Werdum , partito all’attacco, è rimasto scoperto sulla sinistra e Miocic l’ha colpito alla mandibola, mandandolo K.O. Un colpo rapido e potentissimo. I pesi massimi continuano a cambiare padrone in continuazione. Non c’è più un predominio di uno su tutti. Credo che Werdum la troll face di prima dell’incontro, smetterà di farla. Prima era stata la volta di Souza, Jacarè vs Belfort. Ha vinto Jacarè per TKO con una certa facilità. La sua presa alla caviglia di Belfort, con conseguente takedown, è stata notevolissima. Da lì è iniziata una lezione difficile da dimenticare. Prima ancora Cristiane Justino, alias Cyborg, aveva fatto il suo debutto nella UFC in una categoria inferiore alla sua solita. La facilità con cui, in meno di due miniti, ha spazzato via la sua avversaria, Leslie Smith. deve far riflettere. Altri 2 chili e potrà sfidare, e molto probabilmente prendere a calci nel culo, la grande Ronda Rousey. Shogun Rua non l’ho visto. Vedrò di recuperare.

Veloce come il vento, film 2016

Io che parlo bene di un film con protagonista Stefano Accorsi è come la neve in spiaggia ad agosto… vorrà dire che quest’anno mi porterò dietro il piumino. Signori, questo è un gran film e , se avessero avuto un po’ di soldi in più per la gara finale, sarebbe stato un mezzo capolavoro. Devo ammettere che, non si sa per quale incredibile congiunzione astrale, il cinema italiano ha preso a tirar fuori bei film con una certa continuità. Incredibile, eppure non si può parlare di caso, essendo i bei film oramai tanti. Una cosa bellissima. Tornando però alla pellicola in questione, Accorsi è stato grande. A me già l’accento emiliano in un film che parla di corse mette una marcia in più. Ai motori associo l’accento emiliano e romagnolo. Parti da Pesaro, ( lo so che è nelle Marche), con la Benelli e Valentino Rossi e sali, su, fino alla Ducati e alla Ferrari. Una regione di motori. La regione. E’ come la Silicon Valley per computer e internet. Se dallo schermo fosse uscito pure il profumo della benza e dei gas di scarico, sarebbe stato il top. Il film, lo dovete vedere. E’ stata fatta una grande pubblicità, con la protagonista, Matilde de Angelis, dai capelli in parte pittati di blu. Di certo vi sarà capitata di vederla. E’ la storia di una ragazza che corre nella GT3, che starebbe per campionato auto gran turismo. Guida una Porsche. Per farla gareggiare il padre ha fatto i buffi, fino a ipotecare la casa. Ha il manico, la ragazzina, ma non ha esperienza. Il padre muore e lei e il suo fratellino si ritrovano quasi tra le grinfie del fratello più grande, ex corridore tossico che vuole la sua fetta di eredità. Eredità che pare scomparire perchè, se non vince il campionato, il creditore si porterà via tutto. Ed è per questo che, almeno all’inizio, Accorsi, il ballerino, mette la sua esperienza a disposizione della sorella. Poi verranno fuori i sentimenti. Come detto, è un buon film, recitato alla grande da Accorsi. La storia prende molto. Fa sorridere, amaramente, vedere che nell’ultima gara scende in pista una Peugeot 205 turbo 16. Quell’auto, bi campione mondiale di rally, uscita da un museo per l’occasione, ( vedi a fare le pubblicità alla Peugeot?),  costa quanto l’intero parco auto sfidante, e ci scappa pure un resto abbondante. Come detto, se avessero avuto , per il finale, più auto decenti e meno scaldabagni, se inoltre fosse stato meno raffazzonato, si passa dal giorno alla notte in un amen, starei parlando di un gioiellino. In ogni caso è un bel film. Vacca boia ! E pure il ragazzino, il fratellino piccolo, temevo avrebbe rovinato il film e invece regge.

Frase del film : Guarda che di disperati veri, siam rimasti in pochi.

La figura del ballerino, Accorsi, è ispirata a Carlo Capone, un pilota veloce, vincente, ma dalla carriera brevissima. Una figura straziante, che non conoscevo.

Veloce come il vento. Da vedere? Cazzo, si.

Gomorra, la serie, seconda stagione

Aspettavo le due puntate di ieri con trepidazione. Ero proprio curioso. Non arrivo ad utilizzare il troppo abusato, non stavo nella pelle, ma, per farmi essere quasi in orario davanti alla tv, ce ne vuole. Manco per tutte le partite della Juve sono seduto comodo al fischio d’inizio. In ogni caso, arrivando davanti allo schermo con leggero ritardo ma potendo utilizzare il my sky, ho cliccato e via, da capo. La prima puntata mi è piaciuta moltissimo. Manco dieci minuti e vai di morti. Poi ancora. Oramai, considerato l’orario, che Ciro abbia strangolato la moglie, è fatto noto a tutti. Di mio avrei aspettato. Intendo come sceneggiatore. Qui al contrario è tutto cotto e mangiato. Una moglie così amata da farla fuori in venti minuti di fiction. Mah. La seconda puntata, incentrata su Savastano figlio e padre, mi ha convinto di meno. Ovviamente era ed è funzionale al proseguio della storia. Sulla bilancia, le storie del marito assassino da una parte, del figlio fedele fin quasi al sacrificio dall’altra, sono andate a scontrarsi e a compensarsi. Se Ciro lo si amava quasi incondizionatamente all’inizio della serie, se, dall’altra parte, Genny avevamo preso a detestarlo, oggi l’amore per le due figure ha preso a bilanciarsi. Il figlio fedele, abbandonato al suo destino, fa presa. Il richiamo alla Strage di Duisburg mi ha fatto un po’ cagare. Non è andata così. Una cosa è una faida, per l’esattezza quella di San Luca, altra cosa una strage fatta per essersi distaccati dalla casa madre che tutto decide e gestisce. Una figura simile a quella del boss calabrese, la ricordo. Fu ucciso. Vero. Ma messa come nella serie, non c’entra una mazza. Il richiamo è chiaro, impossibile negarlo, ma non ci azzecca. E’ fatto per vendere all’estero, dove le storie di mafie tirano sempre? Ok. Però, per uno che un po’ conosce, l’inizio di questa seconda serie, fa leggermente cadere i coglioni. Ad oggi, ma sto parlando solamente di due puntate, la prima serie era meglio. Gli ascolti hanno premiato il prodotto Sky. Di mio, mi auguro migliori col passare delle settimane. Come inizio, non ci siamo.

P.s. Salvatore Conte ha un capello top mondo.

La coppia dei campioni, film 2016, ccclv

Lo spiego subito. Il ccclv starebbe per, col cazzo che lo vedo. Su, non si può vedere una cosa del genere. Ho sempre, sempre, parlato e scritto di film visti. In questo caso è impossibile. Mi rifiuto di vederlo, anche se Max Tortora mi piace molto e mi è simpaticissimo. Quando ho visto il trailer, mi son spiaciuto per il bravo comico/ straordinario imitatore. Pecunia non olet. Spero lo abbiano pagato tanto e in anticipo. A ‘sto punto la domanda è lecita: perchè stai scrivendo di un film che non hai visto, nè hai intenzione di vedere? Per gli incassi. Stamattina attendevo i dati relativi agli  incassi del weekend, uniti a quelli totali. Il film, uscito 2 settimane fa, ha incassato la bellezza di, tatarataratarata, squillo di trombe fatto, 396.350 euro. Sono piuttosto soddisfatto. Il mio pensiero va a Boldi, alla Barbera, in parte a Ceccarini.  Forse , in Italia, questo tipo di film ha iniziato a perdere colpi . Forse sono solo loro ad aver stancato. Oppure, molto meno poeticamente, le altre uscite erano troppo forti. Ricordando altri exploit italici,  I The pills con Sempre meglio che lavorare, riuscirono ad incassare 100.000 euro in più. C’è ancora tempo per il film boldiano. Forse. Btw, c’è pure Rai Cinema dietro a questo capolavoro. Mah

Sono ancora qui

Non credevo, essendo oramai a maggio, di poter prendere l’influenza. Invece, avendoci anch’io messo il carico, sono riuscito nell’impresa. Rientrato da una corsa piuttosto faticosa, ( giro dell’areoporto in 48’35”) con clima fresco e ventoso, mi sono fermato a chiacchierare senza coprirmi adeguatamente. Se ve lo state domadando, si, la maglietta me l’ero cambiata. Poi doccia calda ed ok. Per fare delle commissioni, in tarda mattinata, non mi sono coperto adeguatamente e nell’entrare uscire dai vari negozi, ho sentito il vento gelarmi nuovamente la pelle. Qua il dubbio, sul mio stato, mi è venuto ma ho tirato dritto. Il pomeriggio, in giro, ho iniziato ad accusare nuovamente il freddo. A casa, tranquillo, fino ad ora di cena. Lì sono iniziati gli scricchiolii. Mentre c’era la Champions, il crollo. Ho preso a tremare come una foglia in balia del vento. Manco se m’avessero infilato nella neve avrei tremato tanto. Avevo freddo  al punto  che mi sono dovuto mettere un piumino. Ho retto fino al termine della partita e a letto. Due ore, scarse, di sonno, ed è iniziato lo spettacolo. Per due volte, nell’arco di 12 ore, mi han dovuto tirar su dal pavimento, ( son dimagrito in vista dell’estate ma 94 kg li faccio sempre), ho dovuto usare il pappagallo, insomma, in una riga ho già racchiuso il tutto. Ora, grazie a Dio, va molto meglio. A voler strafare, a volte, si corre il rischio di bruciarsi.

Ovviamente non ho visto un cacchio, nè film, nè  serie, nè sport o altri passatempi vari. Ho qualcosa ancora di cui parlare , tipo Jeeg Robot. Verrà il suo tempo.

Zona d’ombra , Concussion, film 2015

Zona d’ombra, Concussion il titolo originale, è un drammone sportivo basato sulle vera storia del dottor Bennet Omalu, patologo forense che associò la encefalopatia cranica traumatica ad alcuni decessi tra i giocatori di football americano e per questo fu fortemente osteggiato dalla NFL, ovvero la lega nazionale di football. Il dottor Omalu è interpretato da Will Smith che porta in scena un personaggio forte e a tratti eroico. Uno straniero che impersonifica al meglio il mito ed il sogno americano. Per arrivare alla verità e al successo egli dovrà affrontare molte prove, mettendo a rischio anche la sua permanenza negli Usa, e la fede e l’amore gli saranno di sostegno. Ciò che mi ha colpito maggiormente, oltre alla storia del protagonista, forte al punto da mettere in gioco tutto per la verità, è la fine dei giocatori della NFL ricordati nel film. Mike Webster , Terry Long, Justin Strzelczyk, Andre Waters e Dave Duerson. Tutti malati, tutti vittime di morti violente, ( 3 suicidi accertati). Waters mi pare addirittura di ricordarlo in campo. Il film è un cazzotto allo stomaco. Willis non mi è spiaciuto, sebbene in alcuni punti abbia ricordato l’interpretazione de La ricerca della felicità. Mi è piaciuto molto Alec Baldwin. Cmq, un buon film. Da vedere? Si.