Il ponte delle spie – Film , 2015

Il cerchio sui film con candidature all’Oscar 2016 si va chiudendo sempre di più. E’ la volta de Il ponte delle spie, che di candidature ne ha sei. Miglior film, miglior attore non protagonista, migliore sceneggiatura originale, migliore scenografia, migliore colonna sonora, miglior sonoro. Ero un pelino prevenuto, non certo per la storia, vera, o per la regia di Steven Spielberg, che non sempre apprezzo, nè per i fratelli Coen, ci mancherebbe. Un po’ di problemi mi sono reso conto di averne con Tom Hanks. Bravissimo attore, che ho molto amato in passato, ( chi non l’ha fatto?), ma che ultimamente mi era venuto a noia. Invece questo thriller vecchio stampo è  un bel film e Hanks esce bene, in questa ennesima figura di uomo qualunque che si eleva ad eroe, prima negativo poi positivo. Negli stessi occhi di donna, incontrata a metà film e nel finale, è percepibile tutto il cambiamento della percezione della sua figura. E’ un film sulle spie ma , a stringere, di spia ce ne è una sola, Rudolf Abel, ( il candidato all’Oscar, Mark Rylance), che i russi vogliono recuperare a costo di uno scambio col pilota americano Gary Powers , ( interpretato da Austin Powell).  Hanks, nei panni dell’avvocato James B. Donovan è il tramite, il ponte umano che, grazie al suo intuito, fa arrivare americani e russi ad utilizzare il vero ponte, quello di Glienicke, ( Il ponte delle spie). Grandi scenografie, bei dialoghi. A volte il film è leggermente lento ma non si perde mai. Mi è piaciuto molto e lo rivedrei volentieri. Le due ore abbondanti scorrono piuttosto bene. Notevoli e molto forti le scene sul muro di Berlino.

P.s. Hanks ha preso a somigliare, di viso, ad Arnold Schwarzenegger

P.p.s. Sebastian Koch , avendo recitato in entrambi, è il ponte tra questo fil, e The Danish girl.

The danish girl – film 2015

Arrivare al termine di questo film è stata veramente una impresa. Per fortuna sono testardo, dato che la scena finale vale il patimento delle quasi 2 ore di pellicola precedenti. Si, è una furbata per strappare una lacrima, ma ci riesce. Il film, biografico, parla delle vite di Gerda Wegener e di suo marito Einar Wegener nella lenta trasformazione di quest’ultimo in Lili Elbe, uno dei primi transgender e il primo ad essersi sottoposto ad intervento chirurgico di riassegnazione sessuale. Eddie Redmayne veste i panni di Einar/Lili. Una recitazione quasi sospirata, spinta sempre più verso toni femminili, esageratamente affettata. La (ri)scoperta della sessualità mi ha lasciato un pelino interdetto. Se devo essere cattivo, mi è parso, a livello di sceneggiatura, un polpettone riguardo agli aspetti dell’orientamento e dell’identità sessuale. Un paio di calze e di scarpe femminili fanno uscire dall’antro in cui li aveva tenuti nascosti,( ma aveva fatto ciò?), tutti i desideri, i sogni, le voglie giovanili? I dialoghi, gran parte, sono insignificanti. Lei , Alicia Vikander, al contrario l’ho trovata veramente brava. Entrambi sono candidati all’Oscar 2016. Lui come migliore attore protagonista. La Vikander come migliore attrice non protagonista. Forse lei ce la farà. Lui, vincitore del medesimo Oscar 2015, non credo proprio e non perchè Di Caprio abbia fatto meglio, ma perchè se proprio non deve vincere il buon Leo cui tutti hanno già assegnato la statuetta, c’è Fassbender con le mani giustamente protese. Candidature all’Oscar pure per migliori costumi e migliore scenografia. Mi è piaciuto? No. Mi ha innervosito. Mi è persa una enorme occasione mancata e non certo a causa degli attori, la cui bravura è nota, ma per come è stata messa giù la sceneggiatura. Calze e scarpe coi tacchi, indossate per fare un favore alla moglie, e magia, il protagonista si scopre incarnato nel corpo sbagliato. Inoltre, le uniche scene di sesso sono eterosessuali. I coniugi, innamorati, che via via si cercano sempre di meno. Un film su una persona transgender e la cosa più carnale vista è un paio di baci a stampo. Niente carnalità, rarissima violenza, niente sofferenza se non quella fisica post operatoria. Bah. Completano il cast Matthias Schoenaerts, ( Un sapore di ruggine e ossa), Ben Whishaw, Amber Heard, Sebastian Koch, Pip Torrens. Lo rivedrei? No, grazie. Ho già dato.

 

 

L’abbiamo fatta grossa – Film 2016

Non mi aspettavo un film così. Sinceramente parlando, attendevo un film meno buono. Verdone è, storicamente, un grandissimo e Albanese lo seguo da quando ero ragazzino ; il suo Alex Drastico, ( non un nome a caso), era una delle imitazioni preferite quando si stava in gruppo. Forse li aspettavo al varco. Sinceramente non lo so spiegare. Se ne parlava da così tanto tempo , di questo film, che preventivavo un’opera meno riuscita. No, non è un capolavoro e non vuole far riflettere lo spettatore con diversi piani di lettura. E’ una commedia che non si limita a regalare sorrisi ma, in alcuni punti, riesce a fare ridere. La trama non è fenomenale, ma non arrivo a scrivere che è un film senza infamia e senza lode. Di sicuro Verdone, in passato, ha toccato vette che ora gli sono, purtroppo, precluse ma cerca di difendersi. L’accoppiata con Albanese funziona. Albanese che , di per sè, é un mezzo fenomeno già di suo. Presa singolarmente, questa opera non sarebbe forse da 6 in pagella. Confrontata alle commedie italiane uscite negli ultimi mesi è, se non la migliore, quasi. Di sicuro, a differenza dei personaggi di Viaggi di Nozze e , anche se assai meno, Gallo Cedrone, questo Merlino non entrarà nell’immaginario collettivo per le sue battute. Idem per Yuri Pelegatti, ( Albanese), che non si avvicina minimamente a Cetto la Qualunque, personaggio di punta della filmografia dell’attore originario di Olginate. Brave le protagoniste femminili, Anna Kasyan , che non la smette di cantare, e Clotilde Sabatino. Al cattivo, Massimo Popolizio, non serve neppure parlare. Da vedere senza esagerate aspettative.

Franny – Film 2015

Richard Gere gioca a fare il filantropo dannato, in stile Dr. House, entrando nella vita della figlia dei suoi due migliori amici, defunti, e di suo marito. La giovane Olivia, interpretata da Dakota Fanning, dovrebbe essere il motore del film. Al contrario, dopo un inizio promettente, arriva quasi a scomparire. Il giovane marito, Theo James, è colui che beneficia maggiormente delle attenzioni del protagonista. L’idea di base era interessante, così come l’inizio del film. Purtroppo la pellicola si perde per strada e l’happy ending (?) non aiuta. Gere piuttosto in forma. La Fanning ha lavorato pochino. Theo James altalenante. Poteva essere molto meglio.  Da vedere? No. Occasione mancata.

 

Il caso Spotlight – film ( 2015)

Altro film pluricandidato all’Oscar 2016, ( miglior film, miglior regia, miglior attore non protagonista – Mark Ruffalo, miglior attrice non protagonista – Rachel McAdams , miglior scenaggiatura originale, miglior montaggio), Spotlight è un cazzotto allo stomaco e all’animo dello spettatore. Basato sulla storia, vera, dell’indagine effettuata dai giornalisti del The Boston Globe a carico dell’arcivescovo Bernard Francis Law, accusato di avere coperto numerosi casi di pedofilia in diverse parrocchie della sua arcidiocesi, negli anni. La storia è ben narrata. Gli attori, Mark Ruffalo, Michael Keaton, Rachel McAdams, Stanley Tucci, Liev Schreiber, John Slattery , sono tutti di livello . Ne viene fuori un prodotto ottimo. Purtroppo, come detto, la storia narrata è reale. Concordo con le candidature. Lo spettatore fa il tifo per Ruffalo e la McAdams . Il personaggio di Keaton è il principale. Bravissimo, credibile, ma non ti viene da tifare per lui, sebbene faccia parte del gruppo dei buoni. Poteva venirci fuori un’ottima serie. Il film concentra tutto, ottimamente, in due ore. Pienissimo ma mai ridondante. Non arrivo a definirlo un capolavoro, certamente è un grande film. Non spoilero. Non aggiungo altro. Da vedere e magari rivedere.

 

 

Knock Knock – Film , 2015

Thriller erotico di basso livello. Ci sarebbe tutto per riuscire, dal cast, ( Keanu Reeves, Lorenza Izzo, Ana de Armas), al regista, Eli Roth, alla sceneggiatura comunque non originale, (Roth, Nicolas Lopez). Quello che manca è il film. Non lo so, Reeves pare aver perso il tocco magico. Non credo dipenda da 47 Ronin, film con la maggiore perdita della storia cinematografica, perchè il calo pare iniziato prima. In ogni caso, non ho visto il film per lui ma per la firma di Eli Roth, ma stavolta ha fatto un buco nell’acqua. La scena migliore del film, senza ombra di dubbio, è la doccia delle due protagoniste. La Izzo aveva già lavorato con Roth in The green Inferno, film di cui era protagonista principale. Ana de Armas è una piacevole scoperta. Da evitare.

Room – Film 2015

E’ quando vedi un film così, ( candidato Oscar 2016 come miglior film), fatto con pochi soldi, ( per gli standard americani), ma incredibilmente bello, grazie alle grandi prove di Brie Larson , ( candidata Oscar 2016 come migliore attrice protagonista) , e del giovanissimo Jacon Tremblay che capisci che il cinema non finirà mai di stupirti. Una stanza minuscola, una madre e suo figlio, il mondo fuori. Cazzo! Questo Room è formidabile. Da metà film in poi mi sentivo a disagio, mi ha preso una sorta di malessere fisico. Terribile, per la storia raccontata. Magnifico per la prova dei due protagonisti.

 

 

 

Trumbo – Film 2015

Oggi è la volta di Trumbo. In Italia, L’ultima parola – La vera storia di Dalton Trumbo. Per l’interpretazione in questo film Brian Cranston, famoso in Italia per essere il protagonista di Breaking Bad, è candidato all’Oscar come migliore attore protagonista. Credo proprio che, seppur sia una grande prova attoriale, non sarà  in grado di impensierire Leonardo Di Caprio, ( si, il film l’ho visto ma ho preferito non scriverne, avendolo già fatto tutti o quasi). Capiamoci, per me Di Caprio non meriterebbe l’Oscar. Se è un premio all’ardimento, prendiamo direttamente Edward Michael Grylls, per gli spettatori Bear Grylls, e facciamogli fare un film. Si , gran film, ci mancherebbe, anche furbo, ma tanto a me è piaciuto più Tarantino. S’è capito che il film di Tarantino è il mio preferito degli ultimi mesi? Vince per distacco. Bellissimo ! Tornando a Trumbo, ha un cast notevole. Oltre a Cranston, Helen Mirren, Diane Lane, John Goodman, Louis C.K. , Elle Fanning, Michael Stuhlbarg , Alan Tudyk e molti altri. Il film mi è piaciuto, soprattutto nelle scene più drammatiche. C’è un però. Da un film che parla di uno dei più grandi sceneggiatori del cinema americano, ostracizzato in quella maniera, mi aspettavo qualcosa di più, anche molto di più. E’ un buon film, con una notevole interpretazione di Cranston e tanti attori bravissimi, ma è mancato qualcosa per renderlo memorabile. Mi è piaciuto, si, e lo riguarderei, ma non è un capolavoro. Dalton Trumbo meritava di più. La storia , vera, è incredibile. Tremendamente bella. Ovviamente lo consiglio.

P.s. I The Pills avevano detto che dovevano incassare almeno un milione di euro perchè ci fosse un seguito. La metà di un milione mi sa che non basta. Spruzzo per Medusa Film. Mica è sempre Zalone.

 

Andrea Faustini – Kelly

Praticamente non parlo più di libri. Grandi Speranze non mi sta prendendo particolarmente. Dovrò rifare una capatina in libreria. Oggi, come si evince dal titolo , ( si evince?), non parlo neppure di cinema. Magari stasera. Oggi scrivo di musica. Andrea Faustini è un giovane cantante, 21 anni, che è andato a cercare successo nella perfida , ma non per lui, Albione. Ha partecipato, in qualità di concorrente, a The X Factor UK 2014 arrivando fino al terzo posto finale. Le sue esibizioni , sin dalla prima, sono esaltanti. I giudici, anche per come si era vestito per il primo provino, non si aspettavano nulla di simile, ma un libro non si giudica dalla copertina ; lui è incredibile. Ha una voce bella, veramente bella, capace, da uomo, di interpretare canzoni portate al successo da Whitney Houston e Jennifer Houston, tanto per fare due nomi, ed è pure simpatico. Scrivo perchè il suo album , Kelly, giunto fino al quattordicesimo posto della classifica inglese, è qualche giorno che non smetto di ascoltarlo in auto. Ci sono alcune canzoni che proprio mi esaltano. Ascoltatelo e godetevelo.

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