Vasco Rossi LiveKom 015 – Bologna

Reduce dal concerto di ieri sera, il primo dei due che si terranno consecutivamente nel capoluogo emiliano, eccomi qui a fare un breve resoconto della giornata. Pur avendo il posto numerato, sono giunto con discreto anticipo, un po’ per il parcheggio e pure per godermi lo spettacolo prima dello spettacolo. E’ straordinario vedere come Vasco attraversi i decenni. Si potevano osservare, vicini, uomini dell’età del cantante di Zocca, ( pur se , nella maggior parte dei casi, gli anni venivano portati assai peggio, oserei dire con meno eleganza), e ragazzine scatenate. E’ un artista veramente trasversale. Io, che ho avuto modo di osservare diversi concerti, ( non scrivo molti, per non tirarmela), ho notato che questo accade solo con lui. Ci sono artisti che, a livello di trasversalità, possono avvicinarsi, ma nessuno fa i numeri di Vasco. Sentivo dei 60.000 a sera di Milano. Ieri eravamo attorno ai 40.000. Tanti giovani, molti giovanissimi come pure cinquantenni e oltre. Straordinario. Al contempo straordinario come decine di migliaia di persone lo seguano come una guida. Col suo carisma poteva fare il politico o il religioso e avrebbe avuto successo. Gli è capitato di fare l’artista e ci riesce benissimo. Molti , pure, lo criticano. Si dice , o lo ami o lo odi. Il mio , come sentimento, si avvicina più all’amore. Certamente lo stimo. Come uomo, ho iniziato a farlo non da moltissimo. Gli riconosco, ( posso farlo solo attraverso i testi), una maturità umana che pare arrivata , in tutta la sua interezza, negli ultimi anni. Non mi riferisco alle menate filosofiche e simili. Parlo dei testi. I critici ora obietteranno, maturità dei testi e Vasco nella stessa frase? Si. Se non si avessero preconcetti, si potrebbe vedere oltre la singola parola. Passando al concerto ma restando in tema, alcuni passaggi mi han fatto sentire sul corpo una sensazione di pesantezza. Non arrivo a parlare di tristezza,ma sicuramente mi han fatto riflettere. Diciamocelo chiaro: le ultime canzoni di Vasco non sono una botta di vita. Lui, in questo tour, ( scelta che reputo corretta), ha deciso di inserirle tutte in scaletta. Benissimo. Si è creata, per mio gusto, una dicotomia tra il nuovo e il vecchio. Quando sono iniziate le note di Rewind, il pubblico è impazzito, quasi a dimostrare la necessità di uno sfogo. Sin dal principio eravamo stati pestati dalla potente batteria di Will Hunt. Lì, sulle note di Rewind, moltissimi hanno preso a saltare e rimbalzare come molle. C’era bisogno di uno sfogo. I nuovi arrangiamenti, quelli che hanno fatto storcere il naso a tanti, per via della chiamata in causa dell’heavy, a me sono piaciute. Io, che il primo concerto che ho visto, sono stati gli Iron Maiden a Bologna, oltre venti anni fa, ho apprezzato. In ogni caso, il suono regge i testi e quest’ultimi reggono il suono. A volte si è sul punto di scivolare, ma non accade. Non tutte le canzoni però, soprattutto quelle vecchie, si prestano a sonorità tanto potenti. Lì si torna all’antico o quasi. L’acustico viene in soccorso. E’ un’altalena, una sorta di giro sulle montagne russe. Il nuovo e il vecchio si mischiano. Vasco, a dispetto dei pregressi e dell’età, seppur cambiato, si fa ancora rispettare. E’ un animale da palco. Grazie ai maxi schermi , ogni sua smorfia non va persa e il suo volto trasmette tantissimo. A momenti è serio, in altri pare commuoversi. In un paio di occasioni, lacrime parevano inumidirgli gli occhi. Vai a sapere se era collirio, le forti luci che inondavano il palco oppure l’emozione di vedere migliaia di persone pendere dalle sue labbra. Ogni suo gesto veniva corrisposto. Ogni minimo accenno. Un moderno predicatore cui i fedeli, accorsi in massa, ricambiavano l’atto di fede. Vasco fa parte della vita di ognuno di noi. Ogni suo fruitore di concerti e dischi, ha legato almeno un ricordo ad una sua canzone. Dico uno, tenendomi bassissimo. Lui è , a seconda di occasioni e persone, l’amico, il fratello, il compagno, il marito, il padre. Ha assunto, inconsapevole camaleonte, mille forme. E’ importante. Ha fatto parte della mia vita, delle nostre vite. Ieri sera, cantando a squarciagola, l’ho ringraziato. Essere lì, felice, cantando ogni singolo testo, era il mio modo di partecipare a quella liturgia laica. Un atto di fede, di vita. Non ho dormito che poche ore. Sono stato quasi più tempo in auto che nello stadio, eppure, o forse anche per questo, è stato Stupendo. Ah, il momento più bello è stato vedere scomparire nel cielo, accompagnato dalle note di, ( se non ricordo male), Gli angeli, una lanterna volante. Partita dal prato, lentamente ha guadagnato il cielo, sorvolando migliaia di teste. Con uno slancio ha superato la curva, anch’essa stracolma, e si è arrampicata nel buio della notte, fino a diventare indistinguibile. Evocativo.

p.s. diversi spettatori, in tribuna, invece di seguire il concerto, erano presi ad aggiornare facebook. Tristi

Costiera mon amour

Siamo stati, per questo ponte, in Costiera Amalfitana. Clima fantastico e luoghi di grande bellezza. Ho avuto modo di girare, ( come una trottola), spostandomi, (traffico permettendo), tra Sorrento, Positano, Ravello, Amalfi e Minori. Come accennato, il traffico era piuttosto congestionato. Mi hanno assicurato che in altri periodi dell’anno è ben peggiore; sarà che sono abituato bene ma circolare a passo di lumaca e stando attento a fare la gimkana non è il massimo. I locali, pur guidando veloce, riescono a districarsi bene nelle vie intasate. Questo vale anche per gli autisti dei bus del trasporto pubblico. Motorini e moto la fanno da padrone. Il problema, anzi i problemi sono i turisti con le quattro ruote, ( di cui anch’io facevo parte), incapaci di gestirsi perfettamente tra curve, rocce sporgenti, autobus e auto parcheggiate ovunque . Il parcheggio è veramente un tasto dolente. Trovare da parcheggiare è impresa improba. Inoltre, ad eccezione di Minori, in cui la sosta costa 1 euro l’ora, a Ravello si sale , ( ad eccezione del parcheggio più moderno, da 10 euro al giorno), dai 3 ai 5 euro l’ora. Stessa cosa per Positano. A Sorrento mi han parlato di 10 euro l’ora ma, non avendo visto né pagato di tasca mia, immagino quel pezzo di asfalto come una creatura mitologica. Su internet ho letto, periodo agostano, anche di 15 euro l’ora. Piuttosto la multa! Come già detto, i luoghi sono straordinari, a livello paesaggistico. Se stessero un pochino più attenti alla pulizia, per non parlare di obbrobri architettonici, ( in verità pochi), sarebbe il massimo. Anche qua, come in tutte le zone turistiche di maggior richiamo, vale il tiro al turista. Mi spiego. Occorre essere fortunati. Noi, in alcune occasioni, lo siamo stati. Ad esempio, il primo giorno abbiam pranzato al Ristorante O’Puledrone. Cercando altro, ci siamo capitati per caso. Pesce fresco, cucinato bene. Prezzi onesti. Intendiamoci, in zone come queste nessuno regala qualcosa ma, rispetto ad altri posti, il prezzo era più che corretto. Per fare un esempio: coppetta piccola e coppetta media, da asporto, in Piazza Duomo, Amalfi, 7 euro. Il gelato, almeno quello, non era male. Ma ci sono grandi disparità. Nel frigo bar dell’hotel, un’acqua da 50 cl. costava 1 euro. In giro, un ventaglio di possibilità; si passava dall’euro a svariati. Non mi sono però imbattuto nei tristemente famosi 9 euro a bottiglia. In ogni caso, la cosa che più mi ha infastidito, ancor più del costo dei parcheggi, è l’assenza quasi totale degli scontrini fiscali. Li battono, se proprio devono, per gli sconosciuti. Per rendersene conto basta vedere il numero. Altri esercenti , all’atto dell’incasso, danno uno scontrino non fiscale. Pare una prassi piuttosto consolidata. E così evadono poco o molto. La finanza e l’agenzia delle entrate dormono beate o peggio. Tra i visitati, credo il record lo detenga un gelatiere/pasticcere tra i più famosi della zona. Se a tutti i numerosissimi clienti danno lo scontrino non fiscale, hai voglia , a fine anno, i soldi in più da contare. Si, le tasse sono troppo alte, concordo, ma evadere pesantemente , praticando oltretutto prezzi più alti del normale, è un furto. Chiudo con una lieta nota. Oltre a ricordare la bellezza dei giardini delle ville di Ravello, visitabili dietro pagamento di 5 euro l’uno, vi invito a visitare il Cuoppo d’ Amalfi ed uscirne con un paio di coni di frittura di pesce e verdure ripiene fritte. Il fritto è leggerissimo, non si rinfaccia né mette sete. Un’ottima alternativa al classico desinare a tavola. Mi raccomando, cotto e mangiato. Il fritto va consumato caldo.

Renzi trolla

Renzi dice: Noi andremo in fondo al mare a recuperare quel barcone, costerà 15-20mln euro, spero che pagherà l’Unione europea se no pagheremo noi, ma tutti devono vedere quello che è successo…

Dato che quei 15-20 milioni di euro li pagheremo noi italiani, non potrebbero essere impegnati per le fasce più deboli della nostra popolazione? Al PresDelCons piace così tanto gettare via qualche milione di euro? Oramai sono morti e gli extracomunitari, quelli vivi, ci costano già troppo.

Marra, Fabri Fibra, Dargen, Gemitaiz & madman, Crossfit e extracomunitari

L’ultimo album di Marracash è, a mio discutibilissimo parere, il miglior album degli ultimi mesi. Ovviamente mi riferisco al genere. Lo avevo parcheggiato per Squallor, Fabri Fibra. Inutile dire che, nell’arco di un paio di settimane, il buon Marra è tornato ad uscire prepotentemente dalle casse. Dargen D’amico, a volte, si ritaglia il suo piccolo spazio. Per me è un mezzo genio e lo apprezzo tantissimo. D’io però non mi ha preso del tutto. Poi, come si evince dal titolo, ci sono pure i romano salentini. Gemitaiz mi piaceva tantissimo ma, sara’ per la presenza di madman, che a me risulta piacevole come un gatto attaccato ai coglioni, l’ultimo lavoro mi ero pure dimenticato di averlo. Con Cane Secco si che era un piacere sentirlo. Si, gli eventuali scazzi, ma a me dei cavoli loro importa poco. Mi piaceva ciò che producevano.

Crossfit. Dopo tempo che desideravo provare, ci sono riuscito. A detta di istruttore e altri partecipanti, mi sono ben difeso. Si, a detta loro andavo soprattutto di forza ma , sara’ stata l’adrenalina della novità, non mancava.

Extracomunitari. La bontà dei sinistri cattocomunisti alla tv mi ha veramente frantumato le palle. Alla tv è un continuo di servizi in stile porgi l’altra guancia, ama il prossimo, dona, offri, accetta. Sarei curioso di vedere come si comportano gli editorialisti, i loro direttori, per non parlare degli editori. Non vado in chiesa, non ascolto il Papa nè il Presidente della Repubblica. Non avrò la loro stima e, sinceramente, non mi interessa. Credo che prima debbano venire gli italiani e poi gli altri. Ok per i profughi, ci mancherebbe. Gli altri, però, non devono essere un problema unicamente dell’Italia. Non è che svuotando l’Africa e portandola in Italia, i problemi saranno finiti. Avremo l’Africa in casa,intesa come terzo mondo. Prima le persone , poi i confini? No, grazie. Prima gli italiani, fino all’ultimo disperato, e poi gli altri. Ne abbiamo già tanti di disgraziati italiani, più tutti i cittadini dell’est che hanno invaso quello che era il bel paese. Avessero, i nostri concittadini, altro nome e altro passaporto, la boldra e gente come lei, si sbatterebbe per loro. Purtroppo ( per loro), sono italiani e a certi sinistri, ( intesi anche come incidenti ), non interessano. Non vi piaccio per ciò che ho scritto? Sinceramente, non mi importa. Sono stanco di vedere l’Italia trattata come una meretrice.

La muta di Raffaello / Vittorio Sgarbi

Vittorio Sgarbi !

Pur non amandolo troppo, l’altro giorno avrei pagato perche’ fossimo nello stesso luogo.
Galleria Nazionale delle Marche, Palazzo Ducale di Urbino.
Dopo oltre un anno di restauro e’ tornata a casa La Muta di Raffaello Sanzio.
Fino ad oggi, giorno in cui fa ritorno nella collocazione originaria, al primo  piano, era presentata a piano terra, nel Salone dei Banchetti.
Inutile dire che gli inviti a non fotografare coi flash erano non continui ma quasi.
Gruppo di persone. Tutti avanzano compatti. Calca. Tra i molti, una signora di oltre 60 anni, si fa avanti, sgomitando, con macchina fotografica in mano.
Pian pianino, combattendo contro gli altrui corpi, riesce ad arrivare ad un metro e mezzo dall’opera. Le è davanti, incurante dei vaffanculo solo pensati  dagli altri visitatori. Allunga le braccia tenendo ben salda la compatta e , svamp, il flash ad illuminare la stanza buia.

Da dietro, forte, arriva un rimprovero. Niente flash ! Per favore !!! La signora pare sorda. Io, che le sono vicino, le faccio presente, con tono pacato, di non usare il flash. Lei,
girandosi, mi guarda. Poi, alzate spalle e mento, all’unisono, con un movimento
delle labbra mi fa capire che non le importa. Si volta e guadagna l’uscita.
Ho pensato, fortissimamente, alla parola Puttana. E di prenderla a pugni, (la buldrini non sara’ d’accordo, ma stica).
Si, ci sarebbe voluto Sgarbi. Lui glielo avrebbe urlato. Puttana

Il Museo è certamente migliorabile sotto vari aspetti. Molti. Purtroppo siamo in Italia e si vede.

– mostra testo citato –

C.T.V. David Grossman – Applausi a scena vuota

Sulla pagina che Feltrinelli dedica al libro, ho scritto:

Non il solito Grossman. Cambia tutto, eppure è sempre lui. Uno dei più grandi scrittori della nostra epoca. Geniale, divertente, forte, corrosivo, intimo. Il libro è questo e molto di più. Forse una lettura non adatta a tutti, per via dell’età, ma arriverà per tutti il momento per leggerlo. Dopo il ricordo del figlio, stavolta ad essere ricordati sono i genitori. Si ride e si piange. Riuscirci in meno di 200 pagine è da Grande Scrittore, qual è Grossman.

Aggiungo ancora qualcosa. Questo libro, delicato e forte al tempo stesso, è veramente bello. La presenza continua della morte, dei ricordi, di un passato faticoso eppure degno di essere vissuto grazie a familiari e amori, è toccante. Le battute sono non solo utili ma necessarie. Si, Grossman è un grandissimo scrittore e , se mi è consentito, pure un grande uomo. Ed ora, a noi.

Lo stato deve far pagare le tasse solo a chi desta ragionevole sospetto di stare bene e di spassarsela in base ai seguenti criteri : a chi sorride fra sé e sé, è cicciottello, sano, ottimista, scopa di notte e fischietta di giorno. Ecco, bisogna far pagare le tasse solo a questi cazzoni. Spellarli vivi e senza pietà!

L’angelo della morte, riprende Dova’le ridendo senza fiato, va da un avvocato e gli dice di essere venuto per portarlo via. L’avvocato piange, strepita : Ho solo quarant’anni ! Non a giudicare dalle ore che addebiti ai tuoi clienti, risponde l’angelo.

A volte penso che se qualche scienziato israeliano , tanto per fare un esempio, dovesse trovare un farmaco per la cura dei tumori, okay? Un farmaco che debelli il cancro una volta per tutte! Vi garantisco al mille per cento che nel mondo intero comincerebbero proteste, lamentele, manifestazioni. Si terrebbero sedute all’ONU e ci sarebbero articoli sui giornali di tutta Europa: perché prendersela tanto con il cancro? E passi per prendersela … ma perché debellarlo? Perché non tentare di arrivare a un compromesso? Perché puntare subito sull’uso della forza e non provare prima a metterci noi nei panni del cancro per vedere come vive lui la malattia? E non dimentichiamoci che il cancro ha i suoi lati positivi ! Tanta gente, infatti, vi dirà che l’avere affrontato una malattia del genere l’ha resa migliore ! E non bisogna dimenticare che la ricerca ha portato allo sviluppo di farmaci utili per altre malattie, e adesso tutto si bloccherà ! Non abbiamo imparato niente dal passato? E cosa c’è poi nell’uomo, prosegue Dova’le con aria pensierosa, che lo rende tanto superiore al cancro da dargli il diritto di debellarlo?

Il miglior modo per farsi apprezzare è sparire, non è così? Non era forse questa l’idea dietro la campagna pubblicitaria di Dio durante la Shoah? Non è su questo principio che si basa l’idea della morte?

Mi sono limitato ad un impercettibile movimento della testa, accompagnato da una strizzatina d’occhio: quella che io e Tamara ci scambiavamo sempre, anche nel mezzo di un litigio. Due scintille che guizzavano da un occhio all’altro. la mia – io dentro di lei. La sua – lei dentro di me.

Sono passati tanti anni. Io non sono più io e tu non sei più tu.

La morte che è riuscita a portarmi via, in sei settimane, dannazione, l’unica persona che ho mai amato con tutto il cuore, con fame e gioia di vivere. Che ho amato fin dal primo momento in cui ne ho visto il viso. Il tuo viso, tondo e luminoso, con la fronte bella, intelligente, pura, e le radici dei capelli forti e folti che io, stupidamente, credevo fossero un segno di attaccamento alla vita. E il tuo corpo grande, generoso, morbido … Non ti azzardare a cancellare nemmeno uno di questi aggettivi. Eri una medicina per me. Un balsamo all’arido celibato in cui mi ero rinchiuso. A quel “temperamento da giudice” che mi aveva quasi cambiato il carattere. A tutti gli anticorpi alla vita che avevo accumulato nel sangue durante gli anni in cui non c’eri stata. Finché sei arrivata, con tutta te stessa …

E mio padre si è arrabbiato perché gli facevamo fare una brutta figura. Mia madre, infatti, appena mi ha visto piangere si è messa a frignare pure lei. E’ sempre stato così. Si univa volentieri ai pianti degli altri. E mio padre non poteva vederla piangere, gli venivano subito i lucciconi. Era un sentimentale, soprattutto nei confronti di mia madre. Non c’è che dire, l’amava davvero. A suo modo, ma l’amava. Forse come uno scoiattolo, o un topolino, che trova un bel frammento di vetro, i una biglia colorata, e non smette più di guardarla …

Mia madre, per mio padre, era un dono dal cielo. O così mi sembrava, per lo meno. Una cosa preziosa che gli era stata affidata. Con un’avvertenza però : devi limitarti ad aver cura di lei, capito? Devi stare con lei solo in apparenza, non per davvero!

No, sei davvero in gamba, fratello. Alla fine della serata riceverai il premio Al Qaeda per l’intelligenza emotiva.

Io ero il cocco di mamma ma il soldato di papà.

Sentite un po’ questa: un tale va al cimitero nell’anniversario della morte della nonna. Poco distante da lui c’è un uomo che piange, si dispera. Perché? grida davanti a una tomba, perché dovevi morire? Perché sei scomparso così? La mia vita non vale niente da quando te ne sei andato. Maledetta morte! Dopo qualche minuto il tale in visita alla nonna non riesce più a trattenersi e si avvicina all’uomo: Mi scusi, signore, dice, lei mi ha molto commosso. Non ho mai visto un dolore tanto profondo. Posso chiederle chi le è morto? Suo figlio? Suo fratello? No, dice l’uomo, il primo marito di mia moglie.

Aspettate, ne ho ancora! grida lui. Abbastanza per tirare mezzanotte! Gira velocemente lo sguardo sulla sala, rallegrato, e riprende a raccontare: Un tizio telefona a un suo ex compagno del liceo che non vede da trent’anni. Ho due biglietti per la finale di coppa di domani, gli dice, ti va di venire con me? L’altro è molto stupito. Un biglietto per la finale è pur sempre un biglietto per la finale, così accetta l’invito. I posti sono fantastici, l’atmosfera è eccezionale, i due si divertono da matti, gridano, imprecano, fanno la ola. La partita è straordinaria. Nell’intervallo tra il primo e il secondo tempo l’ex compagno di scuola dice al tizio che l’ha invitato: Senti un po’, questo te lo devo proprio chiedere. Non avresti preferito venire alla partita, che ne so, con tua moglie? Mia moglie è morta, risponde il tizio. Ah, mi dispiace, esclama l’ex compagno di liceo, e non avevi qualcuno di più vicino a te? Un parente, un amico, un collega di lavoro …? Ho provato a chiedere a tutti, credimi, spiega il tizio, ma hanno preferito andare al funerale di mia moglie.

A un tratto vedo un vecchio di forse ottant’anni, tutto raggrinzito, che piange seduto su una panchina. E come si fa a non avvicinarsi a un vecchio che piange? Oltretutto non è da escludere che, se gli gira, possa anche cambiare il testamento. Mi avvicino con prudenza e gli domando: Perché piange, signore? E come faccio a non piangere, risponde lui. Un mese fa ho incontrato una ragazza di trent’anni, bellissima, sexy. Ci siamo innamorati e siamo andati a vivere assieme. Alla grande, dico io, e allora che c’è che non va? Niente, continua il vecchio. Anzi. Da allora ogni mattina comincio la giornata con due ore di sesso sfrenato, poi lei mi prepara un succo di melagrana, ricco di antiossidanti, io lo bevo e vado dal medico. Quando torno facciamo ancora sesso e lei mi prepara un pasticcio di spinaci. Sa, per il ferro. Dopo pranzo vado a giocare a carte con i miei amici e al ritorno io e la mia compagna facciamo sesso fino a tarda notte. E così, giorno dopo giorno … Ma è fantastico, gli dico io, e allora perché piange? Il vecchio ci pensa un attimo e dice: Perché non ricordo dove sto di casa.

La sapete quella della donna affetta da una malattia terminale di cui non faremo il nome per non farle pubblicità occulta? Dova’le tende le mani in un grande abbraccio, sprizzando gaiezza da tutti i pori. Insomma, la signora dice al marito: Ho sognato che se faremo sesso anale guarirò. Non la sapete? Ma dove vivete, amici di Netanya? Sentite, allora. Questa faccenda del sesso anale sembra un po’ strana. Cosa non farebbe però per far guarire la moglie! La sera i due vanno a letto e fanno sesso anale , tic tac, e si addormentano. Al mattino il marito si sveglia, allunga la mano sul lato della moglie e si accorge che lei non c’è. Salta in piedi, pronto al peggio, e invece la trova in cucina che canta, prepara un’insalata e gli sorride. Ha un ottimo aspetto. Senti un po’ cos’è successo, gli dice lei, questa notte ho dormito benissimo, stamattina mi sono svegliata presto e in gran forma. Sono andata all’ospedale, ho fatto esami, radiografie, e mi hanno detto che sono guarita! Che mi è successo un miracolo! Il marito scoppia in un pianto disperato. Perché piangi, gli domanda lei, non sei contento che sono guarita? Certo che lo sono, dice lui tra le lacrime, ma se penso che avrei potuto salvare anche la mamma …

Che il cielo ti consoli. Che l’Onnipotente possa darti conforto tra i dolenti di Sion e di Gerusalemme”.

Lasciategli raccontare la sua storia! mi sento gridare. La gente ammutolisce, mi guarda con un misto di sconcerto e di timore, e io capisco di aver urlato più forte di quanto volessi. Molto più forte, probabilmente. Rimango lì, impalato, come l’attore di un dramma in attesa che qualcuno gli suggerisca la battuta successiva.

E per un momento mi sento colmare di una sensazione dimenticata: la sensazione di essere.

E visto che siamo in tema, la sapete quella della signora che vuole vedere il marito prima che lo seppelliscano? L’addetto delle pompe funebri la accontenta e la signora nota che il defunto indossa un completo nero. Non è una barzelletta nostra, chiosa Dova’le alzando un dito, è cristiana. La donna scoppia a piangere e dice: Oh, il mio James avrebbe tanto voluto essere seppellito con un abito blu! Di solito seppelliamo i morti con un completo nero, le spiega l’addetto, ma vedremo cosa possiamo fare per suo marito. Il giorno dopo la signora torna alla camera ardente e trova James con uno splendido abito blu. Ringrazia mille volte l’addetto e gli domanda dove abbia trovato l’abito. Ieri, dieci minuti dopo che lei se ne è andata, risponde l’uomo, è arrivato un altro morto più o meno della corporatura di su marito con un completo blu. La moglie ha detto che il suo sogno era di essere seppellito con uno nero! La vedova di James ringrazia ancora l’addetto, commossa, e gli da una grossa mancia. Tutto quello che mi è rimasto da fare, conclude allora lui, è stato scambiare le teste.

Perché tagliamo gli alberi senza prima fargli l’anestesia? L’autista di un carro funebre può attaccare al paraurti un adesivo con la scritta “ In viaggio verso un nuovo cliente soddisfatto?” … Potrò scrivere sui manifesti funebri “ Dova’le e la vita non stanno più insieme?”

Sii gentile con lui” mi dice ancora mia madre all’orecchio, “ ricordati che ognuno vive solo per poco e dobbiamo rendergli piacevole il breve tempo che ha a disposizione.”

Okay” dice lui. Poi comincia a muovere le labbra e capisco che il suo cervello si è messo a girare: “Un koala si arrampica su un albero, arriva a un ramo, si mette ritto sulle zampe posteriori, spalanca quelle anteriori e si lancia nel vuoto. Bum! Si schianta a terra. Si alza, si arrampica ancora sul ramo, si mette ritto sulle zampe posteriori, spalanca quelle anteriori, si lancia nel vuoto e si schianta a terra! Così per un’ora o due. Sull’albero di fronte una coppia di uccelli, maschio e femmina, lo guarda e uno dice all’altra: Basta, dobbiamo farlo smettere. Glielo diciamo che è adottato?”

Perché, come dice il proverbio, chi risparmia la verga, odia il proprio figlio.

Una lumaca va in un posto di polizia e dice all’agente di turno di essere stata aggredita da due tartarughe. L’agente le chiede di raccontare con precisione l’accaduto, così da poterlo mettere a verbale. Ma la lumaca dice: Non mi ricordo niente. E’ successo tutto così in fretta.

Appoggio la testa indietro e chiudo gli occhi. Mi sento un po’ sollevato perché all’improvviso ho ancora tempo a disposizione. Fino quando qualcuno, a Beer Sheva, non mi informerà di come stanno le cose posso far finta che non sia successo niente, che tutto è rimasto com’era e ora sto andando a Beer Sheva su una camionetta militare con un autista che mi racconta barzellette per puro caso. Perché mi gira così. Perché proprio oggi c’è una gara di barzellette che muoio dalla voglia di vedere.

Si, si, ridete pure, io invece piango. Ci sono donne che non riescono a rimanere incinte e c’è invece chi, come me, non riesce a rimanere sposato.

Può essere un uomo completamente solo in una foresta, senza nessun essere vivente intorno, essere comunque colpevole?

Soltanto ora mi rendo conto di quante cose ricordi. Persino troppe. Per esempio , dopo aver finito di fare pipì faccio come mi ha detto babbino. Scrollo una volta, due, e mi viene da pensare che, quatto quatto, senza troppe storie, mio padre mi ha insegnato a fare un sacco di cose. A riparare una tapparella, per esempio, a trapanare un muro, a pulire una stufetta, a sturare i tubi di scarico, a preparare i fili per i fusibili. E pensa anche che a volte morirebbe dalla voglia di chiacchierare con me di qualche argomento che non sia calcio, che a lui non interessa. Di cose tra padre e figlio, per esempio. Dei suoi ricordi d’infanzia, o dei suoi pensieri. O magari vorrebbe solo abbracciarmi. Però non sa come, o forse si vergogna, o sente di avermi lasciato troppo tempo con la mamma e ora gli è difficile cambiare.

A un tratto, per esempio, mi è venuto da pensare all’uovo alla coque. Non guardatemi così. Quand’ero piccolo odiavo le uova alla coque. La parte liquida mi ripugnava. E papà e mamma si arrabbiavano con me, mi dicevano che dovevo mangiarlo, che conteneva tutte le vitamine. E volavano urla, schiaffi. Quando si trattava di cibo, anche la mamma era bravissima a suonarmele. E alla fine, visto che niente serviva, dicevano che se non lo avessi mangiato se ne sarebbero andati e non sarebbero più tornati. Io mi impuntavo e loro si mettevano il cappotto, prendevano le chiavi e mi salutavano. E io, malgrado avessi paura di rimanere solo, ero irremovibile. Non so dove trovassi il coraggio di mostrarmi così ostinato, di discutere con loro, di guadagnare tempo. Volevo solo che tutto rimanesse sempre così, con loro due vicini, che mi dicevano la stessa cosa…

Sono uscito e nessuno ha osato fermarmi. Papà mi rincorreva, urlava, piangeva, fino a che si è arrestato sulla porta della sala. Anch’io mi sono fermato e siamo rimasti a guardarci, lui così e io cosà. E a quel punto ho compreso che mio padre non valeva niente senza di lei, che tutta la sua forza scaturiva da lei. In un attimo era diventato l’ombra di sé stesso.

La gente osservava me e lui. Io non so cosa mi abbia detto papà, che maledizione mi abbia lanciato. Forse era tutto nella mia testa. A giudicare dalla sua faccia, però, era una di quelle grosse. Allora non sapevo ancora che mi avrebbe perseguitato per tutta la vita, ma è stato così, ovunque andassi, ovunque fuggissi. Guardate un po’, chiosa Dova’le, per la prima volta mi viene da pensare che forse invece non ho capito niente. Che papà sarebbe stato davvero disposto a stare su quella barella al posto della mamma. Lui non faceva calcoli con lei. L’amava davvero.

Improvvisamente Tamara è qui, vicino a me. La sua presenza è talmente forte da farmi mancare il respiro mi tendo verso di lei. Sento che mi sussurra all’orecchio una frase del nostro amato Fernando Pessoa : “ Basta esistere per essere perfetti”.

C.T.V. Numero Zero – Umberto Eco

E quando si vive coltivando speranze impossibili si è già un perdente. Quando poi te ne accorgi, allora ti lasci andare.

I perdenti, come gli autodidatti, hanno sempre conoscenze più vaste dei vincenti, se vuoi vincere devi sapere una cosa sola e non perdere tempo a saperle tutte, il piacere dell’erudizione è riservato ai perdenti. Più cose uno sa, più le cose non gli sono andate per il verso giusto.

Se D’Annunzio era un cattivo scrittore, non voleva dire che dovessi esserlo anch’io.

Ottima idea, dottor Colonna, bisogna parlare il linguaggio del lettore, non quello degli intellettuali che dicono obliterare il documento di viaggio. D’altra parte pare che il nostro editore abbia detto una volta che gli spettatori delle sue televisioni hanno l’età media ( dico età mentale) di dodici anni.

I giornali mentono, gli storici mentono, la televisione oggi mente.

I sospetti non sono mai esagerati. Sospettare, sospettare sempre, solo così trovi la verità.

Nel suo genere x’è un dio. X’è il genere che x’è merda.”

Tenete bene a mente i tre elementi fondamentali per una smentita della smentita: le voci raccolta, gli appunti sul taccuino, e perplessità varie sull’attendibilità dello smentitore. Capito?

piuttosto che proclamare dati che qualcuno potrebbe controllare, è sempre meglio limitarsi ad insinuare.

Usare sempre signor, non onorevole o dottor, signor è il peggior insulto, nel nostro paese.

Però i fatti culturali emergenti vanno riportati in forma di intervista. L’intervista con l’autore è pacificante, perché nessun autore parla male del suo libro, quindi il nostro lettore non viene esposto a stroncature astiose, e troppo surcigliose.

Ma sai da quando ho cominciato a essere davvero un perdente? Da quando ho cominciato a pensare di essere un perdente. Se non fossi stato a rimuginarci su, avrei vinto almeno una mano. “

Non c’è maggior successo che l’incontro piacevole tra due fallimenti.”

Quelli che fanno oracoli sono sempre matti. Sarà una discendente della Sibilla Cumana.”

Ma va’ , “ mi aveva risposto ridendo, “ è che ormai ti sento come il mio lord protettore e per fiducia penso che tu pensi sempre quello che penso io.”

Badate che oggi per controbattere un’accusa non è necessario provare il contrario, basta delegittimare l’accusatore.

Lo so, lo so, ma non è proibito sognare.”

Era maggio, e dopo trent’anni sentivo la primavera nelle ossa.

La questione è che i giornali non sono fatti per diffondere ma per coprire le notizie.

Ma dove andiamo, hai visto e sentito che le stesse cose accadevano in tutta Europa, dalla Svezia al Portogallo, vuoi scappare in Turchia tra i Lupi Grigi e, se pure te lo permettono, in America dove ammazzano i presidenti e forse la mafia è infiltrata nella CIA? Il mondo è un incubo , amore. Io vorrei scendere, ma mi hanno detto che non si può, siamo su un rapido senza fermate intermedie.”

“ Tesoro, cercheremo un paese dove non ci siano segreti e tutto si svolga alla luce del sole. Tra Centro e Sud America ne trovi un sacco. Niente di nascosto, si sa chi appartiene al cartello della droga, chi dirige le bande rivoluzionarie, ti siedi al ristorante, passa un gruppo di amici e ti presentano un tale come il boss del contrabbando d’armi, tutto bello, rasato e profumato, con quel tipo di camicia bianca inamidata che scende fuori dai calzoni, i camerieri lo riveriscono senor di qui e senor di là, e il comandante della Guardia Civil va a omaggiarlo. Sono paesi senza misteri, tutto avviene alla luce del sole, la polizia pretende di essere corrotta per regolamento, governo e malavita coincidono per dettato costituzionale, le banche campano sul riciclo di denaro sporco e guai se non porti altri soldi di dubbia provenienza, ti tolgono il permesso di soggiorno, si ammazzano ma solo l’uno con l’altro e lasciano in pace i turisti.

Se siamo riusciti prima ad accettare e poi a dimenticare tutte le cose che ci ha raccontato la BBC significa che ci stiamo abituando a perdere il senso della vergogna. Non hai visto come tutti gli intervistati di stasera raccontavano tranquillamente che avevano fatto questo o quello, e quasi si aspettavano una medaglia? Niente più chiaroscuri in barocco, cose da Controriforma, i traffici emergeranno en plen air, come se li dipingessero gli impressionisti: corruzione autorizzata, il mafioso ufficialmente in parlamento, l’evasore al governo, e in galera solo ladri di pollame albanesi. Le persone per bene continueranno a votare per i furfanti perché non crederanno alla BBC, o non vedranno programmi come quelli di stasera perché saranno incollati a qualcosa di più trash, forse finiranno in prima serata le televendite di Vimercate, se ammazzeranno qualcuno di importante, funerali di stato. … Basta solo aspettare: una volta diventato definitivamente terzo mondo, il nostro paese sarà pienamente vivibile, come se tutto fosse Copacabana la donna è regina lo donna è sovrana. “

L’isola di San Giulio sfolgorerà di nuovo nel sole.

Il libro si chiude con questa bella immagine di speranza. Cosa aggiungere… Vado ad incollare l’impressione che ho avuto dopo la prima lettura. Opinione leggibile anche sulla pagina che feltrinelli.it dedica al libro. La mia rece:

La macchina del fango

Una redazione in cui, con la scusa di dar vita ad un quotidiano, si piega la realtà o la si distorce completamente col fine ultimo di aiutare il commendatore, proprietario del giornale, ad entrare nel salotto buono, grazie a notizie bisbigliate od occultate.
Una critica, neppur troppo velata, al modo di fare informazione che ha preso sempre più piede in Italia negli ultimi decenni. Un metodo in parte superato, grazie alla modernità. La critica è anche all’Italia e agli italiani, oramai assuefatti a crimini più o meno gravi e per questo incapaci della pur minima reazione. Il libro, ovviamente, è molto di più. Eco fa viaggiare il lettore dalla cattura di Mussolini fino allo scoppio di Mani Pulite. Una Milano misteriosa, sconosciuta ai più, sullo sfondo di una enorme cospirazione. Un libro interessante; non arrivo a dire bello. Come sempre, il piacere della scrittura, il divertimento dell’autore, traspare nelle pagine. Non la migliore prova del nostro, ma certamente un libro da leggere.
Onestamente, mi aspettavo qualcosina in più. Probabilmente Eco mi ha abituato troppo bene.

La riscriverei, dopo la seconda lettura? Solo in parte. Rosico per il fatto che un autore come Eco abbia dato alle stampe un libro migliorabile. Fosse un’opera prima, di altro scrittore, probabilmente non avrebbe visto la luce. Rosico, (mi permetto il termine), perchè considero Eco un ottimo autore. C’è della poesia, ma pure pagine che potevano essere risparmiate. La tiritera sulla scelta dell’auto, in stile giornalista di Quattroruote, pare un riempitivo. Eppure, si, una libraia Mondadori ha trovato quelle stesse pagine interessanti. Ognuno ha i suoi gusti. Mi auguro il prossimo libro sia migliore. Il cimitero di Praga mi era piaciuto molto. Non ai livelli di Baudolino. Il mio preferito cmq resta Il pendolo di Foucault

Una curiosità. Surcigliose credo lo utilizzi solo Eco.

Il libro più bello, ( da me), letto negli ultimi mesi è certamente Applausi a scena vuota, Grossman. Non tutti i preferiti deludono.

Gunter Grass

E’ notizia di oggi che il grande artista, premio Nobel per la letteratura, è morto. Io l’ho appreso dalla tv. Il modo è stato piuttosto avvilente. Vado a spiegare.

Su studio aperto , italia 1, han dato la notizia da studio, 10 secondi o meno. Dietro la presentatrice è apparso il volto, a me noto. La giornalista ha letto le due righe che le avevano preparato e il tg è passato oltre.
A seguire , servizio su Nina Moric, ricoverata in codice verde per sa il cazzo cosa.
10 secondi per un Nobel, 2 minuti per la soubrette.
La grande informazione merdaset.
Cosa aspettarsi da una rete che manda colorado come programma di punta?

Da qui , on line è partita una discussione. Io ho rilanciato. Ovviamente.

A chi non conosce Grass:

Sei in tempo per recuperare. Grande artista, vita che ha attraverato il secolo scorso, con tutte le sue traversie. Premio Nobel, sebbene poi  glielo avrebbero, ( in diversi), tolto.

Sul fatto che il tg di Italia1 sia indirizzato ai giovani e, per questo, essi siano più interessati alla Moric che a Grass:

Meglio ‘na sciampista senza arte ne’ parte di un nobel.
Poi i giuovani si bullano.
Un po’ di cultura e qualche sano calcio nel culo sarebbero utili.
Io, da giuovane, mi gratificavo con Montanelli e Biagi, anche. Si, mi garbavano anche le zoccolette, ma pure Leopardi.

Un ( mio) commento elegante:

Dopo Grass e’ mancato pure Galeano. Fossi uno scrittore famoso, attenderei  la giornata di domani con le mani sulle palle.

E ancora su Italia1:

Comincio a pensare di essere vecchio, ma italia1 era un bel canale con fior di programmi.
C’era veramente il meglio per i giovani. Dai cartoni fino ai programmi di  approfondimento, ma sempre ben fatti. Piu’ programmi belli, tipo Mai dire gol, oppure Zelig, ( programma con comici veri), etc

E, a chi non lo guarda più:

Fai bene. A volte credo che sia un canale oramai indirizzato a persone con  ritardi mentali. Vabbe’ che il target di Silvio e’ rappresentato da gente  con un’eta’ mentale di 12 anni ma qua si scende ancora.

Poi, su Corriere.it , son partite le critiche al mitico Grass per il suo passato. Potevo esimermi? Corca …

Quante critiche incentrate sull’uomo e non sull’artista. I suoi libri sono leggibilissimi e godibili, pur trattando argomenti forti. Riguardo all’arruolamento, ha spiegato i fatti in Sbucciando la cipolla. Era giovane e innamorato di quella figura forte, quasi divina. Poi la realta’, della guerra e prigionia. Salvato per aver dismesso, dietro consiglio di un sergente, la divisa delle SS per mettere quella da normale soldato. Si, la confessione dell’errore è giunta tardi, ma è giunta.

E, poco dopo:

Riguardo all’artista, a mio modo di vedere è stato uno dei più grandi scrittori dello scorso secolo. Nobel meritato. Da chi lo critica, vorrei sapere quanti suoi libri ha letto e, soprattutto, quanti libri compra e legge in un anno. Le vendite diminuiscono costantemente, eppure … pieno di critici e esperti del settore. Un artista può non piacere, è del tutto legittimo. La critica però dovrebbe basarsi sull’opera. Altrimenti una parte della produzione artistica mondiale andrebbe cassata.

Beh, preferivo tornare con una notizia più leggera. Invece, per farmi smuovere il culo è dovuto morire uno dei miei scrittori preferiti.

Alla gente piace proprio criticare. Ma noi, oggi, siamo fortunati. Possiamo scegliere e criticare comodamente seduti. Ad oggi non abbiamo conosciuto guerra e , le scelte fatte, non ci sono state imposte. Fortuna? Credo che i nostri nonni non la chiamerebbero così. Sacrificio. Ecco, più adatto.

 

Grandi

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1 skyscraper. 6 women. No permission. http://savethearctic.org
Music: “Dissolve Me”, generously supplied by Alt-J, supporters of the movement to save the Arctic.

At 4:20 in the morning, 11 July 2013, six climbers began a 15 hour climb of Europe’s tallest building, the Shard, to send a message to the headquarters of oil giant Shell.
This behind-the-scenes film captures the months-long build-up to the climb and the first hair-raising moments when things didn’t go to plan.
The climb was live-streamed from the activists’ helmet cameras in a ground-breaking digital campaign roll-out that represented a “new paradigm”, according to leading PR advisor Solitaire Townsend. A live audio commentary overlaid the footage for the whole day — with Greenpeace presenters interviewing experts and taking comments from as far away as New Zealand (Xena actress Lucy Lawless called in to the show). #Iceclimb trended globally on Twitter and at one point six of the top ten trending topics in the UK were about the protest.
In the last 30 years we’ve lost 75% of the Arctic sea ice volume. And as the ice melts, Shell and other oil companies want to drill there for more oil. Burning that oil only accelerates the melt. It is up to us to stop Shell’s dangerous and destructive plans.

The climbers: Ali Garrigan, 27 (UK), Liesbeth Deddens, 31 (Netherlands), Sabine Huyghe, 33 (Belgium), Sandra Lamborn, 29 (Sweden), Victoria Henry, 32 (Canada), Wiola Smul, 23 (Poland).

What will you do to save the Arctic? http://savethearctic.org

Best Birthday Gift

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Thank you to everyone who sent His Holiness the Dalai Lama birthday wishes online through ICT’s website or through the mail. ICT members from across the globe conveyed over 20,000 birthday messages to His Holiness! In this brief video His Holiness thanks everyone for the birthday wishes and says that the best gift is for everyone to keep their own minds and hearts more compassionate.

:)

Prego